Affittacamere Tinacci
San Gimignano - Siena
- Firenze
Basilica di Santa Maria
Novella
L'origine del complesso religioso risale al 1221, quando alcuni
frati Domenicani si stanziarono nell'antica chiesa di S. Maria delle
Vigne (del sec. XI). Si cominciò, quindi, la costruzione per una nuova
chiesa che fu fondata nel 1278. I lavori, condotti dai frati
architetti Sisto e Ristoro, si conclusero a metà del '300 e, anche se
la facciata gotica rimase incompiuta, la chiesa fu consacrata da papa
Martino V nel 1420. In occasione del Concilio del 1439 si riprese
l'idea di completamento del prospetto e, con i finanziamenti del ricco
Giovanni Rucellai, se ne affidò il compimento all'Alberti. Questi
integrò nel suo disegno tipicamente rinascimentale gli elementi gotici
già presenti. Il risultato fu eccezionale, infatti si ebbe una
continuità di colori e proporzioni unica. Da notare il bel timpano
triangolare con il disegno del sole raggiante, simbolo dei Domenicani.
Tra i particolari che l'Alberti vi pose ci sono il fregio, con il nome
di Giovanni Rucellai a lettere capitali, e la data del 1470, nonché le
insegne della famiglia; mentre nel 1574 furono aggiunti uno gnomone a
destra e una sfera armillare a sinistra.
L'INTERNO, modificato spesso durante i secoli, è a croce latina,
a tre navate divise da colonne in pietra forte. È uno dei luoghi di
maggior prestigio di tutta Firenze per quantità e qualità delle opere
d'arte e degli autori (Giotto, Orcagna, Brunelleschi, Masaccio e
Filippino Lippi). È un susseguirsi di cappelle gentilizie; tra le più
importanti si ricordano: NAVATA DESTRA: (II campata) Tomba della beata
Villana (1451) di B. Rossellino e D. da Settignano; (VI campata)
CAPPELLA DELLA PURA, costruita dai Ricasoli nel 1473 per custodire
l'immagine miracolosa della Madonna, oggetto di devozione per le madri
fiorentine; a fine navata a destra, dalla scalinata, si accede alla
CAPPELLA RUCELLAI, sull'altare, Madonna col Bambino, scultura in marmo
di N. Pisano (metà del sec. XIV); nel TRANSETTO, a destra, CAPPELLA
BARDI con cancello in ferro e lampade del '700, sul pilastro destro,
in alto, il dipinto, preesistente all'attuale chiesa, di S. Gregorio
benedice il fondatore della cappella, sull'altare la Madonna del
Rosario (1570) di Vasari; CAPPELLA DI FILIPPO STROZZI, decorata con
affreschi (1502) di Filippino Lippi, si trova la tomba di Filippo
Strozzi di B. da Maiano; CAPPELLA MAGGIORE O TORNABUONI, dedicata
all'Assunta, con ciclo affrescato (1490) di D. del Ghirlandaio, nelle
scene di soggetto sacro (tra cui Vita della Vergine, Storie di S.
Giovanni Battista, Evangelisti) sono ritratti molti personaggi famosi
dell'epoca; sotto i dipinti da notare il coro ligneo intagliato da B,
d'Agnolo; sull'altare Crocifisso bronzeo di Giambologna; CAPPELLA
GONDI, rivestita in marmo e porfido da G. da Sangallo (1503) è celebre
per il Crocifisso di Brunelleschi, l'unica opera in legno
dell'artista; CAPPELLA GADDI, in marmo e pietre dure è decorata con
gli affreschi Storie di S. Girolamo e Virtù di A. Allori; TRANSETTO
SINISTRO, CAPPELLA STROZZI di Mantova, con affreschi (1350-1377) di N.
di Cione ispirati alla Commedia di Dante, che viene rappresentato in
fondo sulla sinistra; sull'altare tavola con Cristo risorto che
presenta le chiavi a S. Pietro e un libro a S. Tommaso, la Madonna, S.
Giovanni Battista e altri santi (1357) firmata dall'Orcagna; SAGRESTIA
a struttura gotica, da rilevare il lavabo marmoreo in terracotta
invetriata di G. della Robbia, armadi per reliquie fatte su disegno di
Buontalenti; sulla porta d'ingresso Crocifisso ligneo di Giotto;
NAVATA SINISTRA (IV campata) affresco Trinità con la Madonna, S.
Giovanni e i committenti Lenzi inginocchiati di Masaccio, sotto uno
scheletro giacente (1427 ca), opera fondamentale, nella quale
l'artista applicò gli insegnamenti di prospettiva matematica fissati
dal Brunelleschi; poco distante pulpito (1462) in marmo disegnato da
Brunelleschi.
MUSEO D'ARTE SACRA DI S. MARIA NOVELLA E I CHIOSTRI
Il museo è in prevalenza composto dagli ambienti dei chiostri e
del refettorio annessi alla basilica che costituivano il complesso
religioso. CHIOSTRO VERDE: ambiente costruito da J. Talenti (1332-1350
e oltre), circondato da arcate a sesto ribassato, fu affrescato da P.
Uccello con Storie della Genesi (1425-1430), usando colore in fresco
verde, da qui il nome; da ricordare La creazione degli animali, Il
Peccato originale, L'Arca di Noè, Il Diluvio Universale e l'Ebbrezza
di Noè. SALA CAPITOLARE O CAPPELLONE DEGLI SPAGNOLI - Assegnato nel
1540 da Eleonora da Toledo alle funzioni religiose dei nobili spagnoli
del suo seguito, è di forma rettangolare con un'unica volta a crociera
sorretta da grandi archi. Le vele della volta e le pareti sono
completamente affrescate da A. di Buonaiuto con un ciclo pittorico di
esaltazione dell'impegno dei Domenicani nel combattere le eresie, si
segnalano: La navigazione di S. Pietro, La Resurrezione, La
Pentecoste, La Chiesa militante e trionfante e il Trionfo di S.
Tommaso d'Aquino.
CHIOSTRO DEI MORTI - Spazio già esistente all'arrivo dei frati, è
un porticato su due lati con pilastri ottagonali e volte a crociera;
qui si trova la CAPPELLA FUNERARIA DEGLI STROZZI con affreschi di
scuola orcagnesca. REFETTORIO - Accoglie il museo d'arte sacra dove
sono esposti gli oggetti appartenuti ai frati domenicani come dipinti,
reliquiari, arredi sacri e parati, tra gli altri ricordiamo le sinopie
di P. Uccello, i busti-reliquiari di S. Orsola, la teca di cristallo
di rocca con la reliquia del "Titolo della Croce", l'Ultima cena
(1584) di A. Allori. CHIOSTRO GRANDE E CAPPELLA DEI PAPI - I due
ambienti sono occupati dalla Scuola allievi sottufficiali dei
Carabinieri e sono visitabili solo con permesso del Comando della
scuola. La cappella ospitò nel 1515 il papa Leone X de' Medici e fu
affrescata per l'occasione da R. Ghirlandaio e da Pontormo, che qui
dipinse la Veronica.
CHIESA DI OGNISSANTI
La costruzione più importante su piazza Ognissanti è la chiesa
fondata nel 1251 dall'ordine religioso degli Umiliati, dediti al
lavoro di filatura e tessitura di stoffe di lana, che qui aveva il suo
centro per la vicinanza col fiume e per la presenza di mulini e
laboratori.
Il campanile è medievale, mentre la facciata, modificata nel 1637
da M. Nigetti, è in stile barocco. Si noti lo stemma della città e la
lunetta sul portale con la terracotta invetriata raffigurante
l'Incoronazione di Maria e santi.
L'INTERNO è a una navata con transetto. Si ricordano al n ALTARE
sulla destra affreschi staccati di D. Ghirlandaio raffiguranti la
Pietà, la Deposizione dalla croce e la Madonna della Misericordia; sul
III la tavola Madonna e Santi di S. di Tito (1565); segue il
bellissimo affresco staccato di Botticelli: S. Agostino nello studio
(1480 ca); quasi di fronte si trova S. Girolamo nello studio, affresco
staccato di Ghirlandaio. Nella CAPPELLA subito dopo il I altare del
transetto destro, da notare sul pavimento la lapide tombale in
marmo di Botticelli e della sua famiglia Filipepi.
L'ALTARE MAGGIORE del 1593-1595 è realizzato da J. Ligozzi in
pietre dure; mentre il Crocifisso in bronzo è di G. B. Cennini(sec.
XVII).
Nella SAGRESTIA tracce di affreschi trecenteschi di T. Gaddi e
croce dipinta di scuola giottesca. Il complesso religioso è completato
da un chiostro e da un refettorio dove si può ammirare un'Ultima cena
affrescata da Ghirlandaio.
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